Come cambiare la posizione nel browser del telefono
Dietro «cambiare la posizione nel browser» si nascondono tre compiti diversi: mostrare a un sito coordinate diverse, sembrare un visitatore di un altro paese e cambiare la regione nella ricerca o in un marketplace. Si risolvono in modi diversi e cercare di gestirli tutti e tre allo stesso modo è il motivo più comune per cui «non è cambiato nulla».
Tre fonti da cui il browser scopre la tua città
La prima è la richiesta delle coordinate al sistema. Il sito chiama l’interfaccia standard di geolocalizzazione, il browser ti chiede l’autorizzazione e, se la concedi, fornisce la stessa posizione che riceve qualsiasi app del telefono. È questo il canale che la posizione fittizia sostituisce.
La seconda è l’indirizzo IP. Se l’autorizzazione non è concessa o il sito non l’ha mai chiesta, la regione viene determinata dalla rete. La simulazione delle coordinate qui non può nulla; serve una VPN.
La terza è la regione scelta nel servizio stesso. Motori di ricerca, marketplace e servizi di consegna conservano la città nelle impostazioni dell’account o in un cookie, e non ha nulla a che vedere né con le coordinate né con l’IP: si cambia nell’interfaccia del servizio.

Come simulare le coordinate per il browser su Android
Non c’è un’impostazione del browser apposita e non serve: il browser è un’app normale che prende la posizione dal sistema. Basta attivare la posizione fittizia sul telefono e qualsiasi sito a cui è concessa l’autorizzazione alla posizione vedrà il punto scelto.
La procedura: attiva la modalità sviluppatore e seleziona l’app di simulazione (passo passo), imposta un punto sulla mappa, apri il sito e consentigli l’accesso alla posizione. Se il sito era già aperto, ricarica la scheda: le coordinate vengono richieste al caricamento della pagina.

Verificare cosa vede esattamente il sito
Il modo più rapido per esserne sicuri è aprire una pagina di verifica della posizione (si trovano cercando «verifica posizione») e confrontare le coordinate mostrate con il punto scelto. Il browser è comodo proprio per le verifiche: non conserva la posizione precedente tra una visita e l’altra e non mostra per errore un risultato vecchio.
Se le coordinate sono giuste ma la città sul sito è ancora quella vecchia, il sito prende la regione non dalla geolocalizzazione ma dalle sue impostazioni o dall’IP. Una procedura dettagliata di verifica è in una guida a parte.
Perché sul computer è diverso
Su un computer fisso le coordinate di solito non arrivano dai satelliti ma dalle reti Wi-Fi vicine e dall’IP, e non esistono app di simulazione a livello di sistema. I browser però hanno uno strumento integrato: in Chrome e nei browser basati su Chromium, il pannello per sviluppatori (F12) → Sensori permette di impostare coordinate arbitrarie per la scheda corrente. È una funzione ufficiale per testare i siti, funziona senza estensioni e non richiede installazioni.
Per l’uso quotidiano è scomoda, perché il pannello deve restare aperto, ma è perfetta per vedere come appare un sito da un’altra città.
Quando serve il servizio, non il browser
Motori di ricerca, mappe e marketplace permettono quasi sempre di scegliere la città a mano, nelle impostazioni o nell’intestazione della pagina. È il modo più affidabile per vedere risultati locali: non dipende né dalle coordinate né dall’IP e il servizio non lo considera un tentativo di inganno, perché usi una sua impostazione.
Se il compito è «vedere prezzi e disponibilità in un’altra città», parti da qui e lascia la simulazione delle coordinate ai casi in cui il servizio non chiede la città e insiste per determinarla da solo.
Cosa la simulazione nel browser non fa
Non cambia il tuo indirizzo IP né il paese associato: per questo serve una VPN, e la differenza è spiegata nell’articolo simulare la posizione o usare una VPN.
Non nasconde il fuso orario, la lingua di sistema e gli altri indizi con cui un sito può determinare la tua regione indipendentemente dalle coordinate.
Non aiuta dove un sito legge il contrassegno di fonte fittizia: se per il servizio conta, vedrà la simulazione: ecco perché.