Un’altra app mostra la mia posizione reale: perché?
Android contrassegna ogni coordinata di un provider di test come «proveniente da una fonte fittizia». Le app hanno il diritto di controllarlo e di rifiutare questi dati: Mock Location non cerca di aggirare questo controllo.
Android contrassegna ogni coordinata che arriva da un provider di test come «proveniente da una fonte fittizia». Il contrassegno non è nascosto: qualsiasi app può leggerlo e decidere cosa fare con quei dati.
Alcuni servizi fanno proprio questo, e non è un malfunzionamento ma una loro scelta consapevole. App bancarie, sistemi di conferma delle consegne, rilevazione presenze aziendale, programmi a premi legati alla posizione e giochi con sistemi anti-cheat rifiutano le coordinate fittizie. Per loro la posizione non è una comodità ma la prova di un fatto e, per la natura del loro compito, non possono accettare dati inaffidabili.
Questo controllo non si può aggirare senza modificare la ROM e Mock Location volutamente non lo fa. Il contrassegno si può nascondere solo con moduli di tipo Magisk su un dispositivo con bootloader sbloccato, con la garanzia persa, i controlli di integrità del sistema compromessi e il rischio di rendere il telefono inutilizzabile. Non supportiamo né descriviamo questa strada; perché, e perché comunque non risolve il problema, è spiegato nell’articolo si può nascondere la simulazione della posizione?.
Ma prima di dare la colpa al contrassegno, escludi tre motivi più semplici.
Il primo è la cache. L’app potrebbe aver memorizzato l’ultimo punto noto e continuare a mostrarlo senza chiederne uno nuovo. Chiudila del tutto (chiuderla, non ridurla a icona) e riaprila con la simulazione già attiva.
Il secondo è la posizione ricavata dall’IP. Alcuni servizi ricavano la posizione non dal sistema ma dal tuo indirizzo di rete; la simulazione delle coordinate non ha alcun effetto su quel canale e lì servirebbe una VPN, non un cambio di coordinate. La differenza tra i due meccanismi è spiegata nell’articolo simulare la posizione o usare una VPN.
Il terzo: l’app chiede la posizione una sola volta all’avvio e non reagisce ai cambiamenti successivi. In questo caso procedi al contrario rispetto al solito: prima attiva la simulazione, poi apri l’app.
Se nessuno dei tre è il tuo caso e l’app continua a mostrare il punto reale con la simulazione attiva, quasi certamente legge il contrassegno di fonte fittizia e non c’è niente da fare.