Posizione fittizia su Xiaomi: MIUI e HyperOS
La lamentela «attivo la simulazione e dopo un paio di minuti torna tutto come prima» arriva quasi sempre da telefoni Xiaomi, Redmi e POCO. La causa non è l’app: MIUI e HyperOS gestiscono i processi in background in modo più rigido di Android stock e chiudono il servizio che mantiene attiva la simulazione. Qui sotto cosa succede esattamente e quali tre impostazioni lo risolvono.
Attiva l’avvio automatico per l’app
Impostazioni → App → Gestisci app → Mock Location → «Avvio automatico» (in alcune versioni «Esecuzione in background»). È la più importante delle tre impostazioni: senza di essa, dopo aver chiuso il processo il sistema non lo riavvia e la simulazione non si ripristina finché non apri l’app a mano.

Togli le limitazioni della batteria
Nella stessa schermata dell’app trova «Risparmio batteria» o «Controllo attività» e scegli «Nessuna restrizione». In questa modalità la ROM smette di sospendere il servizio in background a sua discrezione.

Blocca l’app tra le recenti
Apri l’elenco delle app recenti e trascina verso il basso la scheda di Mock Location: compare un lucchetto. Le app bloccate non si chiudono quando svuoti l’elenco con la «X» o con lo scorrimento «cancella tutto».

Verifica che la simulazione resista
Attiva la simulazione, riduci a icona l’app e lascia il telefono per dieci-quindici minuti. Poi controlla: la notifica deve essere ancora nell’area notifiche e un’altra app di mappe deve mostrare ancora il punto scelto.

Cosa succede dietro le quinte
La ROM chiude il processo dell’app: nei log di sistema appare come un arresto forzato deciso dal sistema. Dopo, i provider di test restano registrati in Android con l’ultimo valore scritto, ma nessuno ci scrive nuove coordinate: il processo che li ha creati non esiste più.
Da fuori sembra che «la simulazione si sia bloccata»: la coordinata resta la stessa ma smette di aggiornarsi e dopo un po’ il sistema restituisce la posizione reale.
Cosa fa l’app da sola
Due meccanismi di ripristino funzionano indipendentemente dalle impostazioni della ROM. Primo: all’apertura l’app confronta lo stato salvato con quello reale e, se il processo è morto, ripristina la simulazione; questa via funziona sempre. Secondo: un timer di controllo verifica periodicamente lo stato in background e prova a riavviare il servizio da solo.
Ma entrambi hanno un limite: se la ROM vieta all’app di avviarsi in background, il servizio non può tornare senza di te, perché in quel momento il codice semplicemente non viene eseguito.
Perché l’avvio automatico conta più delle altre impostazioni
La differenza si misura. Con l’avvio automatico disattivato, dopo la chiusura del processo il sistema non riavvia affatto il servizio: il ripristino avviene solo quando apri tu l’app. Con l’avvio automatico attivo, il sistema riavvia il servizio chiuso in circa tre secondi, l’app recupera lo stato salvato e continua la simulazione senza il tuo intervento.
Quindi, se fai una sola delle tre impostazioni, scegli l’avvio automatico.
Ripristino dopo il riavvio
Una posizione fittizia attiva viene ripristinata automaticamente all’avvio del telefono, usando il primo evento di sistema, ancora prima che sblocchi lo schermo. Su un telefono con PIN è l’unico modo per riportare la simulazione senza aspettare che tu prenda in mano il telefono.
Una misurazione su un vero dispositivo HyperOS ha mostrato perché conta: la coda anticipata degli eventi di avvio raggiunge l’app in poco più di un secondo, quella normale in diciassette secondi, perché davanti in coda ci sono l’aggiornamento di sistema, i servizi cloud e le app bancarie.
Le stesse impostazioni su altre interfacce
Un comportamento simile si ha su Huawei (Impostazioni → Batteria → Avvio app → disattiva la gestione automatica per l’app), Samsung (Impostazioni → Assistenza dispositivo → Batteria → Limiti utilizzo in background), OPPO, realme e vivo. I nomi cambiano, il principio è lo stesso: consentire all’app di funzionare in background ed escluderla dal risparmio energetico aggressivo. Se la simulazione si interrompe ancora, ecco le cause più comuni.